SCUOLA GUINEA BISSAU CUMBIDJAM

Costruzione scuola nel villaggio di Cumbidjam in Guinea Bissau
Attraverso la richiesta di un giovane migrante presente nel nostro territorio e in collaborazione con la Comunità di Parre si è deciso di dare inizio a questo progetto di costruzione di una scuola per bambini e ragazzi che possa coprire la richiesta di tutto il villaggio e dei villaggi limitrofi rispettivamente ai cicli di scuola primaria . Il collegamento è direttamente con l’Associazione Figli e Amici di Cumbidjam che coinvolge il villaggio con l’obiettivo di poter realizzare una nuova scuola che sostituisca la precedente non più utilizzabile.
Progetto da realizzare (ricostruire questa vecchia struttura scolastica)

La scuola prima dei lavori..

 

La richiesta ricevuta dal villaggio.

I lavori iniziano con la costruzione dei mattoni e tutto il villaggio é coinvolto.

I lavori proseguono spediti

e siamo al tetto..

SCUOLA GUINEA BISSAU BUBAQUE

La Repubblica della Guinea-Bissau

La Guinea-Bissau, nell'Africa occidentale, ha fatto parte per secoli dell'Impero portoghese.
Un tempo considerato un possibile modello di sviluppo per l'Africa, il Paese è oggi uno dei più poveri al mondo.
La coltura essenziale di anacardi garantisce un sostentamento modesto alla maggior parte degli agricoltori della Guinea-Bissau e costituisce la principale fonte di valuta estera.
Ma oggi la nazione ha un debito estero enorme e un'economia che fa molto affidamento sugli aiuti esteri. È diventata un punto di trasbordo per la droga latinoamericana.
Alla fine degli anni Novanta il Paese fu teatro di un conflitto che coinvolse Guinea, Nigeria, Senegal e Francia e che si concluse con l'esilio del presidente.
Popolazione: 2,1 milioni
Aspettativa di vita: 61 anni (uomini) 65 anni (donne)

 

La Guinea-Bissau risulta essere tra i 20 paesi più poveri del mondo. La fragile economia, basata perlopiù sull'agricoltura e sulla pesca, pur possedendo il Paese buone risorse minerarie (petrolio, bauxite e fosfati) che non vengono sfruttate a causa della mancanza di infrastrutture e di mezzi finanziari, è stata duramente danneggiata dalla guerra civile del 1998-1999. Il paese ha accumulato un debito con l'estero pari a 921 milioni di dollari ed è attualmente interessato da un programma di interventi strutturali finanziati dal Fondo Monetario Internazionale.
Una delle principali voci dell'economia della Guinea-Bissau è rappresentato dall'esportazione (circa 90.000 tonnellate per anno) dell'anacardo. Nel gennaio del 2005, tuttavia, il governo annunciò che un'invasione di locuste stava per distruggere i raccolti, e che non vi erano le risorse necessarie per prevenire tale catastrofe.

Solo circa il 2% della popolazione parla il portoghese come prima lingua, mentre un terzo lo parla come seconda lingua

Religioni in Guinea-Bissau, Cristianesimo in Guinea-Bissau e Chiesa cattolica in Guinea-Bissau.
Il 45% della popolazione è animista, mentre i musulmani ammontano al 40% degli abitanti (soprattutto fula e mandingo). Vi è poi una discreta minoranza cristiana (15%), formata perlopiù da cattolici. La religione cristiana risulta comunque fortemente influenzata dalle credenze tradizionali africane.
Nell'arcipelago delle Bijagos (regione di Bolama), ancora oggi sopravvive un sistema sociale di tipo matriarcale, o quantomeno con forme di supremazia femminile nei rapporti interfamiliari. I processi di globalizzazione e l'influenza delle missioni cristiane stanno però pian piano erodendo questo sistema sociale, nel quale, ad esempio, sono le donne a scegliere il proprio marito, che è poi obbligato a sposarle, e le funzioni religiose sono esercitate da sacerdotesse.

Bubaque è una delle isole Bijagós in Guinea-Bissau , ed è anche il nome della sua città principale. L'isola ha una popolazione di 6.427 abitanti, mentre la città di Bubaque ha una popolazione di 4.299 (censimento del 2009). L'area dell'isola è di 75 km , è lunga 13,6 km e larga 8 km.
I Bijagos
Nelle isole Bijagos , le persone di diversa origine etnica tendevano a stabilirsi in insediamenti separati. Una grande diversità culturale si sviluppò nell'arcipelago.
L’arcipelago delle Bijagos è caratterizzato, come detto da circa 90 isole che ricoprono un vasto territorio. I mezzi di comunicazione sono pochi e datati: per raggiungere le varie isole è necessario affidarsi ad imbarcazioni a motore e navigare per ore, sfidando a volte gli umori dell’Oceano.
I padri del PIME, presenti da più di 40 anni, hanno sempre dato priorità all’evangelizzazione e al primo annuncio, secondo il loro carisma, cercando con ogni mezzo, di raggiungere le isole e gli sperduti villaggi Bijagos per portare il messaggio di Gesù anche attraverso la testimonianza con opere caritatevoli e di sviluppo sociale ed economico. Con gli aiuti di progetti precedenti, è stato possibile realizzare varie visite e dare una certa continuità al lavoro nelle isole di Canhabaque, Canogo, Orango Grande, Orangosinho, Soga e Uno.

Progetto da realizzare (ristrutturare questa casa da utilizzare come una scuola)

Entrata

Dentro

Il cancello da rifare

Il pozzo da recuperare

I lavori continuano

Finalmente si apre!

FARMACI PER CUBA

FARMACI PER LA POPOLAZIONE DI CUBA, PROVINCIA DI GUANTANAMO

I missionari diocesani bergamaschi a Cuba da 25 anni hanno chiesto alla Fondazione Zia Nati un aiuto per l’acquisto e la spedizione di farmaci essenziali per la popolazione delle loro parrocchie.

Cuba è un’isola lunga 1200 km, bellissima, molto verde, con parchi lussureggianti e spiagge incontaminate. Se prima si parlava di Cuba come di una meta turistica e un paradiso per tutti ora non si parla proprio di questa terra meravigliosa. Chi di noi conosce il nome del presidente attuale e le condizioni reali di vita dei cubani?  La crisi del Venezuela, l’ex presidente Bolsonaro del Brasile e l’embargo tuttora vigente hanno stremato la popolazione. Non ci sono industrie, l’agricoltura non è meccanizzata, gli zuccherifici hanno chiuso, il turismo dopo la pandemia è al lumicino, ecc…

Nelle campagne i contadini possono possedere gli animali da cortile e i maiali mentre mucche e cavalli sono di proprietà dello stato. Quando muore una mucca il contadino se non riesce a dimostrare che non si poteva salvare rischia la prigione.

Se a Cuba vuoi comperare della stoffa, del filo da cucire o una cerniera non puoi semplicemente perché non ci sono. Come non ci sono le forchette, i piatti o dei semplici bicchieri.

Nelle case puoi trovare un televisore ma non una lavatrice. A cosa serve un elettrodomestico se la corrente elettrica (generata con il petrolio che oramai è merce rara) è distribuita a singhiozzo, non più di 10 ore al giorno?

In questo contesto molto complesso e critico sono inseriti i nostri amici missionari. Come restare in silenzio davanti alla mancanza di medicine essenziali come antidolorifici e antibiotici? Un banalissimo mal di denti ci rovina la vita, ma come deve essere la vita di un ammalato di tumore senza i farmaci necessari a controllare il dolore? Io non riesco a pensare che nel 2025 ci sono ancora persone che soffrono perché non possono usare i farmaci di cui hanno estremamente bisogno.

I farmaci che stiamo mandando a Cuba, come bagaglio a mano ogni volta che ne abbiamo l’opportunità, sono farmaci essenziali, in confezioni ospedaliere (da 500 o 1000 compresse) che acquistiamo presso la “Cooperativa Farmaceutica di Solidarietà“ a un costo relativamente basso.

La distribuzione gratuita dei farmaci è affidata a medici e infermieri locali che ringraziano per il prezioso aiuto ricevuto.

 

A SCUOLA PER CRESCERE

PROGETTO A SCUOLA PER CRESCERE

STORIA

In Madagascar opera da tempo la ONG FIDES, dove nel comune di Sakalalina gestisce un ospedale tra i migliori di tutto il Paese. La responsabile dell’ospedale, suor Agnese Menzio, ha raccolto la richiesta della popolazione dei villaggi limitrofi di una nuova scuola rurale perché quella esistente si trovava in totale stato di degrado.

La Fondazione ha dato la sua disponibilità a finanziare il progetto e la popolazione ha messo a disposizione terreno, materiale e lavoro comunitario. La scuola, i servizi igienici e il pozzo sono stati realizzati solo con maestranze locali, a conferma della volontà di dare una scuola dignitosa ai loro figli.

Il 21 ottobre 2015 è stata inaugurata con grande gioia e partecipazione della popolazione e i bambini iscritti erano 148.

La collaborazione è continuata nel 2021 con il Progetto AM.A. cioè la richiesta di costruzione di scuole rurali nel villaggio di Ambondo e di Andemaka.

Le due scuole, con relativi servizi igienici e pozzi per l’acqua, sono state costruite con il medesimo lo stile: materiali e maestranze locali e tanto lavoro comunitario.

 

PROGETTO “A SCUOLA PER CRESCERE”

Le scuole di muratura devono trovare una loro anima, possono diventare perno di crescita per l’intero villaggio se si intreccia cultura, salute e benessere.

Da questo sogno nasce il progetto che coinvolge quattro scuole rurali, Ivily, Nanombera, Ambondo, Andemaka. 

Non solo alfabetizzazione ed istruzione ma promozione della salute con l’intervento di una equipe apposita, attenta alle diverse esigenze e capace di fornire risposte adeguate in base alla realtà specifica.

Il progetto è iniziato nel 2023 e questa è una delle tante testimonianze:

A SCUOLA: MANI, SAPONE e FOGLI BIANCHI! Quando vado nelle scuole del Madagascar, spero sempre di poter trasmettere bene il significato delle lezioni che facciamo. Dobbiamo pensare che questi bimbi non hanno nessuna nozione di base d’igiene e pulizia e neanche ne hanno i loro genitori. Vivono in un ambiente molto rurale senza acqua corrente, servizi igienici o luce elettrica. Nessuno gli ha mai detto che cosa è lo sporco e perché bisogna cercare di evitarlo. Semplicemente continuano a perpetuare le stesse abitudini che si tramandano per generazioni, alcune buone altre meno. Così la prima cosa che vorrei fargli apprendere è che lo sporco porta con sé i microbi e questi sono responsabili di molte malattie per l’uomo. Ma è difficile spiegare cose che non si possono vedere. Il concetto è molto astratto ed è facile che sembri una storiella piuttosto che una cosa vera. Nelle classi dei più piccoli insegno loro a lavarsi le mani con acqua e sapone. Un buon gesto che non è ancora entrato a far parte delle loro abitudini. Spiego loro come l’acqua porti via polvere e sporco, ma solo usando il sapone, riusciamo ad eliminare i microbi e batteri. La lezione in classe viene seguita con attenzione, ma c’è bisogno di fare un po’ di pratica per rendere concreto il problema. Con un pizzico di astuzia chiedo loro se si siano lavati le mani prima di entrare in classe, la risposta è: “Sì !!!!!!!!!!!!” So già che lo fanno sempre, ma so anche che lo fanno in un piccolo passaggio di acqua reflua che arriva dal villaggio e passa affianco al recinto scolastico, non certo acqua pulita. Allora dico: “Bene, avrete sicuramente le mani pulite”. Così inizio la lezione, cercando di spiegare loro l’importanza di quei piccoli esserini che non si vedono, che si nascondono nello sporco e che noi chiamiamo microbi. Quando la lezione è finita chiedo loro di mostrarmi le mani e dirmi se sono pulite o sporche. Tutti contenti tirano su le mani e dopo averle esaminate dicono: “MADIO !!!! (Pulite !!!!)” A questo punto distribuisco a tutti un foglio di carta bianco illibato, gli inumidisco le mani con una goccia di acqua e poi chiedo loro di appoggiarle sul foglio bianco.... Si sentono esclamazioni di stupore quando vedono sul foglio bianco lo sporco che hanno lasciato le loro mani!! Quindi li invito in cortile a lavarsi le mani tutti insieme con il sapone e una volta tornati in classe ripetiamo la stessa azione e questa volta il foglio rimane pulito. I bimbi ridono di gioia, e sono molto felice anche io, credo che vedendo lo sporco sul foglio bianco abbiano concretizzato un concetto molto astratto, e spero che questo serva loro a capire l’importanza di lavarsi bene le mani con il sapone e magari lo facciano qualche volta in più!! Naturalmente tutti vogliono portare a casa il foglio dopo la lezione....e chissà, magari lo faranno vedere ai genitori ed ai fratellini e forse il messaggio si diffonderà anche a loro!”

(Lettera della dottoressa….)

 

Solo una goccia nel mare: può darsi. Noi vogliamo essere quella goccia che può fare la differenza anche solo per un bambino e la sua famiglia. Un  piccolo progetto, veicolato da  gesti concreti, da una presenza costante, non calato dall’alto ma condiviso in ogni sua fase che può fare la differenza anche e soprattutto nella terra dimenticata del Madagascar.

 

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